Riflettere sull'handicap
Raccogliamo l'invito di Maria a riflettere sull'handicap. Dopo la lettura dei materiali nella cartella "Vita di scuola", quali pensieri, quali emozioni, quali esperienze vogliamo mettere in comune?
Il testo tratto dal film "le chiavi di casa"è molto toccante.
Mai come in questi ultimi tempi spesso nel nostro lavoro ci capita di dove affrontare situazioni simili a quelle descritte nel Testo.
Mi riferisco non solo alle colleghe di sostegno che hanno a che fare con le tante e diverse disabilità.
Le nostre classi ci offrono una panoramica di realtà complesse. Ogni bambino porta con sè una storia differente, spesso ci rendiamo conto che dietro un comportamento "difficile"si nasconde un disagio profondo...
Quante volte affrontiamo il senso di impotenza nel non riuscire ad entrare in relazione con alcuni bambini .
Ma che soddisfazione quando, dopo tante difficoltà ,riusciamo anche solo per un breve lasso di tempo fosse solo quello di una lezione particolarmente interessante, a catturare l'interesse e l'attenzione di "questi bambini ",che tanto amiamo e che ci impongono con la loro presenza, una continua riflessione in merito alla nostra professionalità.
Maria Padovano
L’idea di una scuola che sia capace di riconoscere ed accogliere le diverse identità che si affacciano alla sua porta e che si assuma la sfida delle diversità ha rappresentato, dalla promulgazione della legge 517/77 in poi, un nucleo pedagogico fondamentale, da cui partire per costruire e rendere concreto il diritto all’integrazione degli alunni con disabilità.
Questo modello prevede il superamento della classe intesa come unico raggruppamento possibile e, di conseguenza, modalità organizzative flessibili.
Ora, che sia un modello difficile e di gravosa sostenibilità in termini di costi è opinione di molti, ma il dubbio è che a pagare il pegno più alto, in caso di svalutazione delle “buone” pratiche fin qui sperimentate, siano proprio i nostri alunni più deboli.
Il quesito che rilancio a tutti voi è questo: “E’ possibile conciliare la cooperazione con il porre l’accento sul merito, previsto anche dalla nuova riforma?”
Previously Maria Padovano wrote:
Il testo tratto dal film "le chiavi di casa"è molto toccante.
Mai come in questi ultimi tempi spesso nel nostro lavoro ci capita di dove affrontare situazioni simili a quelle descritte nel Testo.
Mi riferisco non solo alle colleghe di sostegno che hanno a che fare con le tante e diverse disabilità.
Le nostre classi ci offrono una panoramica di realtà complesse. Ogni bambino porta con sè una storia differente, spesso ci rendiamo conto che dietro un comportamento "difficile"si nasconde un disagio profondo...
Quante volte affrontiamo il senso di impotenza nel non riuscire ad entrare in relazione con alcuni bambini .
Ma che soddisfazione quando, dopo tante difficoltà ,riusciamo anche solo per un breve lasso di tempo fosse solo quello di una lezione particolarmente interessante, a catturare l'interesse e l'attenzione di "questi bambini ",che tanto amiamo e che ci impongono con la loro presenza, una continua riflessione in merito alla nostra professionalità.
Maria Padovano
Riflettere sulla diversità,a mio avviso, significa conoscere,apprezzare, valorizzare e arricchire le specifiche caratteristiche dell'alunno con cui progettiamo e lavoriamo.
A tal proposito, serve instaurare una relazione positiva e intraprendere un percorso educativo-didattico, orientato ad un progetto di vita finalizzato alla possibile realizzazione personale.
Non è semplice entrare nel mondo del bambino con difficoltà (devi farlo in punta di piedi), ci vuole tempo e...appena ci sei quasi...si innescano nuove problematiche,situazioni frustranti e sembra che tu debba ricominciare.
Non bisogna abbattersi! E' necessario cogliere tutti gli aspetti del "lavorare insieme "perchè tutto ha un significato.
La riflessione e l'introspezione ci aiutano a dare risposta ai tanti "perchè" che quotidianamente emergono nel corso del nostro lavoro.
Sui benefici per tutti dell'integrazione scolastica si dovrebbe riflettere sempre di più e documentarsi. lo Stato italiano psende molti soldi per l'integraqzione scolastica, ma chi ne beneficia? Certamente gli alunni diversabili e le loro famiglie me gli altri alunni? e gli altri genitori? Ogni genitore cerca il meglio per i propri figli e deve sapere che lo trova nelle classi integrate, dove la necessità si trasforma in virtù: educativa, didattica, relazionale, affettiva, cognitiva, organizzativa. La presenza attiva di alunni diversabili fa scattare la necessità di riformare il modo di essere scuola. ma questa maggiore efficacia la dobbiamo trovare nella normalità delle situazioni di vita scolastica di tutti, che vanno ad arricchire adeguatamente, non in "stanze speciali", che sono particolarmente efficaci per nessuno, neanche se fossero attrezzate con straordinarie meraviglie psicodidattiche! di questa speciale normalità beneficiano tutti gli alunni, anche quelli bravi, come nelle metodologie di apprendimento cooperativo.



